L’importanza del rito: perché gli esseri umani ne hanno sempre avuto bisogno

Quelle che stiamo trascorrendo sono giornate magiche.

Solitamente sono in ferie a cavallo del 21 giugno, invece qui in Brianza ne sto vivendo tutta l’intensità ed il calore!

 

Dopo le “Guazze di San Giovanni del 23 e 24 Giugno ho profondamente pensato al significato del rito e mi sto chiedendo perchè queste giorante e questi momenti magici stanno scomparendo, oggi che l’umanità, per tornare ad essere più umana, ne avrebbe tanto bisogno.

 

Il mio pensiero (in questi giorni ha dei lampi di lucidità e poi un ovattamento continuo) è corso alla mia infanzia ed alla ritualità del tutto familiare che in estate si viveva in casa dei nonni: il caldo, i giochi in giardino, la festa del paese, i pulcini (che poi diventavano galline e facevano parte del ciclo), la raccolta delle patate e l’arrivo della legna per l’autunno e l’inverno.

Ecco momenti “molto normali” che scandivano il tempo di tutti noi: intere famiglie che, pur sempre nella produttiva quotidianità brianzola, partecipavano a questo tran tran.

 

Continua a suonarmi nelle orecchie e non riesco a trovare il perchè i riti creati da noi, uomini e donne, stiano scomparendo!

I nostri antenati ci hanno messo tantissimi anni per crearli! Anni di osservazione della Natura, di vivere le stagioni sulla loro pelle, di omaggiare un certo passaggio.

Celebravano perché fossero superstiziosi o ingenui, ma perché avevano compreso qualcosa di profondamente umano: alcuni momenti della vita hanno bisogno di essere attraversati con consapevolezza. E il rito serve proprio a questo.

 

E forse oggi lo stiamo perdendo perchè di consapevolezza ne rimane davvero poca pochina…

Cos’è un rito?

Quando sentiamo la parola rito pensiamo subito alla religione o alla magia., può essere anche venga guardato con sospetto.

In realtà un rito, per me, è molto di più.

È un insieme di gesti, parole, tempi, consapevolezza, lentezza e simboli che attribuisce un significato speciale a un’azione.

Il rito interrompe la nostra quotidianità e ci invita a essere presenti in prima battuta verso noi stessi!

Può essere il semplice bere una tisana su quella poltrona e quella copertina se fatto con attenzione oppure può essere qualcosa di molto più grande magari che ci collega alla nostra religione.

Quelli che amo io sono i riti collegati al ciclo delle stagioni: il fare un qualcosa perche sembra proprio la Natura a chiedertelo! Accendere il primo focolare d’autunno, dopo aver salutato l’estate, ricordare gli antenati quando iniziano a cadere le prime foglie, brindare alla gioia con l’arrivo dei primi fiori…

Riti e Società

Il buon Durkheim, uno dei padri della sociologia moderna, (che mi perseguitò cortesemente nei miei anni di università) sosteneva che i rituali non servono solo a celebrare qualcosa di sacro, servono soprattutto a creare comunità: questa cosa mi fa un sacchissimo paura. Nessuno ricerca più il rito e in realtà non siamo più comunità perchè quando un gruppo condivide un rito, rafforza il senso di appartenenza, trasmette valori e costruisce identità: ma se il rito non esiste più…

Il rito per cambiare e connetterci con la Natura

Studiando gli archetipi del ciclo di vita poi mi sono accorta come ogni momento di passaggio ha un bisogno atavico di avere dei riti che lo accompagnano: prima erano “riti di passaggio”, ora si chaimano in altri modi: nascita, adolescenza, matrimonio, maternità,  vecchiaia. morte. Ogni momento della nostra vita chiede di essere celebrato, ma oggi presi dalla fretta ce ne scordiamo o addirittura lo rifiutiamo (voglio diventare grande/non voglio invecchiare, ad esempio). Così non affrontiamo la paura che ogni passaggio porta e ci sentiamo sempre più “in crisi”.

Una riconquista che davvero potrebbe fare bene a tutti quanti è riconnetterci ai ritmi naturali e  creare piccoli rituali che ci trasportano da una stagione all’altra: per rallentare, per essere davvero con noi stessi e con la Natura che costantemente ci accoglie.

 

Ritrovare il legame con i cicli della Natura

Recuperare piccoli rituali stagionali significa tornare ad abitare il tempo in modo consapevole e ricco invece di subirlo.

Non occorrono grandi cerimonie.

Può bastare raccogliere erbe spontanee, scrivere ciò che si desidera lasciare andare, accendere un fuoco simbolico, fare una passeggiata all’alba del solstizio o preparare con intenzione un pasto usando i frutti della stagione.

Sono piccoli gesti che riportano il corpo, la mente e il cuore dentro il ritmo della Terra.

E per far questo sto creando un piccolo percorso Naturetherapy per celebrare insieme i momenti più importanti nel ciclo dell’anno! Per stare bene, per creare comunità, per ritrovare piccole tracce di magia nella vita di tutti i giorni!


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